Luigi Profeta
Le stanze della memoria perduta
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NULLA E' CIO' CHE SEMBRA E TUTTO VA INTERPRETATO
"[...] Si tratta, come è facile arguire dalle coppie di elementi contrapposti, di un’arte che potremmo
definire, senza tema di smentita, di matrice “filosofico-cosmogonica”, anche se poi i titoli delle
opere ci rimandano ad origini di marca più spiccatamente personale e psicologica. L’autore stesso,
parlando delle sue opere (che nella maggior parte dei casi più che quadri sarebbe il caso di
definire più propriamente “bassorilievi”), fornisce spiegazioni di tipo autobiografico e psicologico,
attribuendo ad ogni segno ed elemento presente nell’opera il valore di metafora: metafore che
scaturiscono per raccontare un proprio momento esistenziale, un proprio “stato d’animo”,
l’emozione di un istante. [...]"
Virgilio Patarini
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